Ormai l’inverno è alle porte, indossiamo tutti lunghi cappotti e sciarpe vaporose, la sera la temperatura scende sempre più e il piumone è diventato una tana. Intorno a me: raffreddore, tosse, un po’ di febbre, a volte una stanchezza fisiologica. A me l’inverno porta invece una serie di piccoli malanni stupidi, fastidiosi e totalmente arbitrari.
Primo: sono andata a farmi l’ultima dose del vaccino HPV (mi raccomando!!!!!!!) e l’infermiera, con uno sguardo corvino e degli occhi da strega cattiva, mi ha detto: “Attenta, questa volta ti farà male”. Io, con il mio approccio favolistico alla vita, non l’avevo preso come un presagio maligno ma solo come un commento spiacevole. Ho errato. Il giorno dopo il braccio era un pallone, dopo un mese ancora infiammato e con un paio di noduli granulosi sotto pelle. Io, che d’indole sono ipocondriaca e ho una velata paura di morire dalle cinque alle sei volte al giorno, pensavo fosse fatta: avrei salutato questa vita terrena per colpa della prevenzione. Una beffa per una femminista come me.
Il dottore invece mi ha poi spiegato che la strega mi aveva fatto male la puntura (apposta?) e mi aveva preso superficialmente il muscolo nella parte sbagliata, facendomi fuoriuscire un po’ di sangue che si era disperso nel tessuto e aveva creato dei noduli duri. Adesso è quasi del tutto rientrato.
Il giorno dopo la visita mi si è infiammato l’orecchio (già non sentivo niente da mesi e ignoravo il problema sparandomi nelle orecchie musica fortissima) e nel giro di un giorno mi ha reso non solo l’orecchio ma anche la mandibola completamente ovattata. Ho preso un Brufen, mi sono mossa per casa con un ridicolo cappello di lana caldo con sopra alcuni brillantini, ma il dolore non passava. Quindi nuova visita, nuovo dottore: avevo un tappo così profondo che mi aveva provocato un’infiammazione. “Vai di antibiotico! Non capita spesso, sa” (eh, chi l’avrebbe mai detto).
Poi mi è successa un’altra cosa che mi vergogno a raccontare perché caricaturale e buffa: stavo facendo una doccia calda, molto calda, e godendomi gli schizzi di acqua diretta in bocca, non mi rendo conto che la boccetta di balsamo mi esplode in testa, finendo in bocca. Inizio a sputare. Mi viene da ridere. Mi sento la bocca impastata. Non capisco quanto ne ho ingerito. Penso che vomiterò. Esco dalla doccia e inizio a googlare: “ingerire balsamo conseguenze” e il risultato è ASSOLUTAMENTE NON VOMITARE. Mi fido dell’AI e trattengo il conato, poi inizio a camminare nuda per il bagno su e giù per cinque minuti. Riapro il telefono e chiamo il centro antiveleni (ahah).
Mi rispondono subito: cosa succede? Ha ingerito un cucchiaino di balsamo o mezza boccetta? NON LO SO, dico, NON LO SO. Ho le palpitazioni e gli occhi mi si appannano. Mi dice che basta un gastroprotettore e al massimo finirò per fare indigestione tra qualche ora, non c’è niente di cui preoccuparsi, è solo una piccola sfortuna.
È solo un altro piccolo malanno, mi dico. Non c’è da spaventarsi, da irritarsi, da irrigidirsi. Butto giù un Gaviscon e poi mi lascio andare sulla sedia del salotto. In lontananza vedo due scatole di integratori. Quelli sono per farmi tornare il ciclo, è da qualche tempo che è sempre irregolare.
Solo una piccola sfortuna, niente più.

