Sono sei mesi che prendo quattro pastiglie al giorno, due la mattina e due la sera. Servono per rimettere a posto il mio ciclo irregolare che, come un malessere qualunque, arriva, mi fa contorcere dal dolore per qualche giorno e poi sparisce, senza sapere quando tornerà ma con la certezza che tornerà. Nello specifico la mia lieve patologia si chiama ovaio micropolicistico, lo stadio precedente alla sindrome dell’ovaio policistico. Questo vuol dire che le mestruazioni appaiono e scompaiono, l’acne si può accanire sul viso (non nel mio caso, ho la fortuna di avere una linea matrilineare con una pelle di diamante), il premestruo è una settimana di pura psicosi: pianti incontrollati, tette ingrossate che tirano in tutti i punti, addome gonfio e dolorante. Così tutti i mesi della mia vita. Ci sono stati periodi in cui ho avuto anche mestruazioni lunghe un mese (un mese!). Mi ricordo che a sedici-diciassette anni mi frequentavo con questo ragazzo e, dopo esserci aspettati tutta l’estate, quando arriva finalmente il momento di vedersi e scopare, io non sapevo come spiegare ad un adoloscente senza coscienza sessuo-affettiva che poteva esistere una perdita di sangue così lunga e che non era una scusa campata per aria (ero troppo giovane per sapere quanto è bello scopare con il ciclo almeno per me che ho gli ormoni a palla). In altri periodi, ovviamente, non si è presentato per mesi, rendendomi schiava dei test di gravidanza (un periodo non uscivo senza, il classico essential nella borsetta) portando il mio corpo a gonfiarsi come un palloncino e rendendo la mia psiche sempre più fragile. Questo fenomeno si chiama Amenorrea e spesso si alterna poi alla Dismenorrea (quando il ciclo torna ed è molto doloroso, c’è anche chi ha solo un ciclo dolorosissimo e invalidante sempre). Per un periodo ho preso la pillola, anzi ho preso varie pillole, prima di trovare quella con meno controindicazioni per la mia condizione, ma le conseguenze sono state drammatiche: il mio corpo ne è uscito completamente modificato e non è mai tornato allo stato precedente; sono stata un anno e mezzo senza mestruazioni (no grazie anche se era bello farsi venire dentro). E poi la pillola sappiamo che botta di ormoni è per il corpo femminile (ma non solo) e se non lo sappiamo consiglio la lettura di Gender Tech di Laura Tripaldi (che la nostra Silvia aveva recensito qui e che allarga il discorso).
Questo per dire tantissime cose: non voglio immaginare cosa vuol dire soffrire di endometriosi o di patologie invalidanti a più livelli. Molto spesso non diagnosticate, invisibilizzate e senza aver la possibilità di chiedere un congedo lavorativo ci ritroviamo a soffrire e non saper bene cosa fare se non parlare con altre donne creando una sorta di cerchio di autocoscienza (a questo proposito è interessante sapere che la Spagna è stato il primo paese europeo che nel 2023 ha introdotto il congedo mestruale estendibile fino a 5 giorni con certificato medico, qui un pezzo del Post che racconta come è andato il primo anno e quanto esista ancora una forte stigmatizzazione sul rapporto lavoro-mestruazioni).
Che dire, sono qui a far colazione con le mie fette di pane arricchite di burro d’arachidi e marmellata di ciliegie, sorseggio un po’ di caffelatte e fisso davanti a me queste due pasticche. Una è rosa brillante, tonda e minuta, è quella che prendo per prima. È estratto di agnocasto, serve per regolarizzare le mestruazioni e addomesticare la sindrome premestruale. La seconda è molto grande, ha una forma ovale ed è un concentrato di Myo-inositolo, D-chiro-inositolo, Alfa-lattoalbumina e Acido folico per migliorare la performance delle mie ovaie. Sembra stia funzionando. Tra un mesetto devo fare una lunghissima serie di analisi del sangue, poi tornare dalla ginecologa. Vi faccio sapere come va.

