Tesi: sono una macchina senza più comandi che va giù per una discesa.

Spiegazione della tesi: sono fuori controllo.

Spiegazione della spiegazione della tesi: al giorno d’oggi il progresso scientifico e tecnico ci hanno portato a riflettere sul libero arbitrio. Non ho specifiche tecniche sul tema, ma il modo in cui vediamo l’intelligenza e noi stessi perde sempre di più l’aspetto magico e diventa qualcosa di concreto: ormoni, reti neurali, intelligenza artificiale. Aggiungo che l’intelligenza artificiale e le nostre preoccupazioni verso di essa mostrano in maniera particolarmente chiara la nostra opinione verso l’intelligenza: niente di più che un modo statistico di riconoscere dei pattern nel mondo che ci circonda correlato di un sistema di rinforzo positivo e negativo. Se sbagli bastone, se fai bene carota. Menzione d’onore: Inside out è un film che mostra in maniera diversa, ma altrettanto interessante, il modo in cui ci percepiamo: un consesso di emozioni (ormoni) che ci governa. Questa opinione non è troppo distante dalla teoria degli umori di Galeno, ma, se in passato, un film come inside out avrebbe previsto la presenza dello Spirito che, eventualmente, avrebbe dovuto gestire queste influenze dovute al corpo, adesso nessuno si sognerebbe più di rappresentarlo.

Sensazioni personali: Oltre a queste riflessioni para scientifiche, c’è anche il mio vissuto. Il vissuto delle persone che mi circondano. Perché, al di là della verità scientifica, c’è anche la mia personale verità: non mi sento in controllo di me stesso. I motivi sono vari.

Motivo 1 per cui non sono in controllo di me stesso: Il principio di ricerca del piacere. Penso che da sempre questo sia uno dei problemi per cui la gente non è in controllo di sé stessa. La mia vita è tutto un mangiare, dormire, sesso, scrolling, leggere, fare sport… non c’è mai un momento in cui io non sia stordito dal piacere e, nei momenti in cui non sono stordito, sono disperato. Welcome to Giardino delle delizie di Armida. Una macchina senza più comandi che va giù per una discesa.

Motivo 2 per cui non sono in controllo di me stesso: Il mondo che mi circonda lo sento così tanto più grande di me, così tanto più complesso di me che non posso agire, ma, non solo, anche se io volessi agire sento che avrebbe senso solo agire secondo certe regole.

Mi spiego meglio: In passato c’era la sensazione che di fronte alle ingiustizie del mondo economico bastasse protestare (vedi le rivendicazioni salariali): adesso siamo tutti sufficientemente istruiti per comprendere che, se gli stipendi sono bassi, è colpa della produttività, non colpa di un qualche padrone cattivo che vuole privarci del denaro. Probabilmente c’è del margine di manovra in questa mia affermazione, ma la sensazione, da gente informata, è questa. Non si può fare nulla se non agire secondo le regole. Una macchina senza più comandi che va giù per una discesa.

Motivo 3 per cui non sono in controllo di me stesso: Il fatto di vivere in Italia, in un Occidente in decadenza, in cui si ha la sensazione che non ci sia spazio per fare niente, dà una sensazione di costrizione. Non ci si può muovere perché è tutto pieno. Tutte le idee sono state già pensate, tutte le cose sono state costruite. L’unica cosa che si può fare è muovere seguendo il flusso se no si rischia di venire calpestati o di perdere la propria anima perché divorata da un ingranaggio tipo Charlie Chaplin in tempi moderni. Una macchina senza più comandi che va giù per una discesa.

Nota: Quest’ultimo punto, per quanto interessante, è stato aggiungo solo per dare 3 motivi e dare un senso di abbondanza all’argomentazione. I primi due motivi, assieme a quello implicito nella spiegazione della spiegazione della tesi, sono quelli davvero importanti.

Nota 2: Alla luce della nota, sarebbe opportuno riscalare le motivazioni 1, 2, 3 con 2, 3, 4, ma non è che si può vivere così, no?

E quindi? Ritengo che la mia verità, che è dovuta alla mia esperienza e la verità scientifica dichiarata all’inizio dell’articolo, mostrino, in parte, lo spirito del secolo. Spirito che sicuramente mostra una parte della verità, della realtà che ci circonda, ma non tutto. Perché ho la sensazione che tutto sia sempre molto più complesso e ci siano mode e ci siano modi di vivere e che siano tutti veri (questa frase manda tutto un po’ in caciara, ma se voi poteste sentire quello che sento in questo momento, davvero, capireste).

Per evitare di mandare tutto in caciara: Quello che voglio dire è che ogni sistema culturale sviluppato dall’umanità mostra un aspetto della Realtà. Nel momento in cui si vive dentro un sistema culturale la Realtà diventa proprio quella del sistema culturale (tendiamo a sovrapporre una con l’altro). Il sistema culturale certamente mostra, anche, una sfumatura della Realtà, ma sopratutto mostra la Realtà percepita da una popolazione.

Perché è importante quello che ho detto sopra? È importante perché ci dà uno spiraglio di speranza in tutta l’argomentazione all’inizio del testo. Perché in quello che percepiamo – percepisco – c’è tanto di costruito e, forse, impegnandosi a cambiare il punto di vista è possibile fare qualcosa.

Parentesi: Per quanto apprezzi il metodo scientifico (proprio dal profondo della mia anima) so che è un prodotto culturale e in particolare lo è la comprensione che diamo dei fatti scientifici: la teoria della relatività la percepiamo come l’apoteosi dell’incertezza, ma se l’avessimo chiamata la teoria della luce assoluta (stressando il fatto che la velocità della luce è uguale per tutti gli osservatori) l’avremmo percepita come il capolavoro della certezza umana.

Che fare? A questo punto ci si aspetta una call to action. Ci provo. Penso che l’unica cosa da fare sia muoversi come delle mine vaganti e pretendere l’impossibile. Come quelli anni sessanta a Parigi che dicevano ‘vogliamo tutto’. Questo per credere che sia possibile fare qualcosa di impossibile. Un vero nemico del libero arbitrio potrebbe dire ‘questo è esattamente come si comporterebbe un automa sollecitato da questo stimolo’. E sicuramente è così, dato che, effettivamente sono un automa sollecitato da questo stimolo, ma, in questo modo, forse, mi dimenticherò di essere un automa.

Conclusioni E quindi mia nonna è morta, ma voglio che torni in vita e non me ne frega niente che non si possa e in un qualche modo dovrà succedere. E poi forse domattina anziché andare a lavorare qualcuno di quelli che leggono dovrebbe andare Pavullo nel Frignano a sputare per terra. O almeno andare giù in garage a spostare una cosa a caso e poi tornare su, senza dire niente a nessuno, come a tenersi in gola un segreto.

Conclusioni 3 Comunque, ecco, così.

Conclusioni 2 Io non so se questo abbia senso. Probabilmente no. Però se sei una macchina senza più comandi che va giù per una discesa, mentre stai precipitando, almeno un tentativo di girare il volante prima del burrone lo fai, no? No?