Da una settimana ho un dolore forte nella parte bassa dell’addome, a sinistra, appena sopra il pube. Potrebbe essere qualsiasi cosa tranne appendicite, perché so che l’appendicite viene a destra. L’unica certezza che ho è che non dovrò operarmi di appendicite, quindi. Ho radunato un pool formato da un medico in praticantato, un aspirante fisioterapista e un paio di amici che hanno avuto più malanni di me e quindi se ne intendono. Tre diagnosi: sciatica; congestione gassosa intestinale; problema testicolare che si riflette in dolore in quel punto lì. Tre possibili cure: stretching quotidiano con esercizi mirati e maggiore mobilità – la mia fascia lombo sacrale sta una chiavica; dieta a maggior contenuto di vegetali e pasticche di carbone vegetale o, in alternativa, ENDOfit Gas Control, confezione da 30 compresse; visita da un urologo con conseguente diagnosi approfondita. Per lenire il dolore Brufen 400 o, in alternativa, Voltaren. 29 anni un mese e mezzo fa, è iniziata la mia carriera da rottame.
Ho un pessimo rapporto con i medici. Credo di avere in generale un pessimo rapporto con le brutte notizie e con i conflitti. Una qualsiasi diagnosi ufficiale di malattia produrrebbe un conflitto tra me e la mia coscienza di fumatrice, bevitrice, mangiatrice golosa e sregolata, persona che assume le peggiori posture, pigra seriale, incapace a fare attività fisica, persona leziosa e inconcludente. I miei conflitti con me stessa mi hanno persino portato, recentemente, a fare attività fisica, in casa perché non posso permettermi la palestra. Avevo iniziato con la corsa, poi mi è presa una specie di fascite plantare, quindi basta corsa e benvenuti addominali, piegamenti e squat con l’ausilio di un’app di personal training craccata. Ogni mattina mi dice che “è tempo di rimanere in forma” e quasi ogni mattina cancello la notifica. Se fosse proprio questa velleità salutista a avermi provocato il dolore?
Impossibile, mi rispondo, ti veniva anche prima. Non così forte, non così spesso. La velleità potrebbe averlo acutizzato e niente di più. Tra le tre diagnosi che ho ricevuto dal pool suddetto la mia preferita è sciatica, ma anche risolvere il problema con qualche pasticca e un po’ di flatulenza non mi dispiacerebbe. Nel dubbio ho comprato una confezione di 240 pasticche di carbone vegetale, da assumere mezz’ora prima dei pasti e mezz’ora dopo.
Questa cosa di scegliersi le diagnosi lenisce la mia paura del conflitto e delle brutte notizie. È un processo mentale di accoglienza e gestione della paura attraverso una specie di dominio razionale. Se sono io a scegliere cos’ho, faccio meglio i patti con me stessa. Ma insomma questa paura prima o poi andrà affrontata. Prima o poi dovrò farmi visitare da qualcuno, da chiunque. Il 14 aprile ho prenotato un appuntamento per donare il sangue e il mio pensiero fisso è che proprio in quell’occasione mi verrà diagnosticata una malattia del sangue. Sto valutando se non presentarmi.
Fossero solo i medici il problema. Si fa presto a dire ipocondria. È proprio una questione di dominio razionale dell’ignoto. Litighiamo? Ti dò ragione ancora prima di analizzare i fatti. Fumare erba in presenza di sconosciuti? Non se ne parla. Ubriacarsi a una festa? Follia. Parlare con mia madre della morte di mio padre? Neanche per idea.
Non me ne importa niente di andare alla radice del trauma, faccio volentieri a meno di qualsiasi processo curativo, devo solo amministrare l’esistente. Me la posso cavare un malanno alla volta, un conflitto interiore alla volta. Per curare la sciatica mi consigliano due esercizi: manico di scopa dietro alla schiena, lo afferri con la mano sinistra in alto e con la destra in basso, schiena dritta e piegamenti a 90 gradi o fin dove arrivo. In alternativa mobilitazione passiva dell’area pelvica, lombare, sacrale – c’è bisogno che qualcuno mi muova le gambe insomma. È importante che sia passiva perché, mi spiega il pool, se è attiva – cioè se muovo le gambe da solo – tendo automaticamente a contrarre i muscoli. Invece per risolvere il problema non ci deve essere nessuna tensione, nessun conflitto.


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