Con questo editoriale Stanca inaugura il terzo anno delle proprie pubblicazioni. Al momento in cui lo pubblichiamo, Stanca è formata ancora da Vittoria Brachi, Fabio Ciancone, Franco Cimei, Silvia Contini, Francesca Martelli, Giovanni Padua, Federica Ranocchia, Alice Sagrati. 

Nell’ultimo anno il nostro progetto editoriale è cresciuto molto, soprattutto nella consapevolezza dei nostri mezzi e di come vogliamo stare nella scena editoriale. Di alcune cose in particolare siamo molto contente: l’aumento delle interazioni con il nostro pubblico, che misuriamo con il numero di proposte di pubblicazione che riceviamo; la crescita della nostra partecipazione a festival ed eventi culturali; l’aumento delle idee che noi redattrici riusciamo a mettere in questo progetto. 

Abbiamo conosciuto moltissime realtà editoriali e culturali in giro per l’Italia; questo ci ha permesso di confrontarci con esperienze diverse dalle nostre, ci ha dato spunti creativi per modificare quello che facciamo. È nato in noi il desiderio di mettere a sistema, insieme ad altre riviste e realtà territoriali, le idee a partire dalle quali abbiamo fondato Stanca. Crediamo che sia importante, per una rivista che vuole riflettere criticamente sul lavoro editoriale, confrontarsi con dimensioni ed esperienze altre e fare di questo confronto lo strumento per migliorare la nostra analisi sulle questioni che ci stanno più a cuore. Questa sarà una delle principali novità nel nostro lavoro di quest’anno, di cui vi parleremo più avanti.

Dal punto di vista editoriale ci saranno tre novità. Inizieremo la pubblicazione di Conversazioni, una rubrica in cui due persone della redazione dialogano attorno a un tema. In questa rubrica la forma dialogica sostituisce quella autoriale singola: la rubrica riprende in forma scritta il nostro vecchio format di conversazioni su Twitch “Rassegna Stanca”, ma piuttosto che concentrarci soltanto sugli articoli usciti sulle riviste culturali esploreremo i temi in forma più ampia e dialettica. La seconda novità è che riprenderemo la pubblicazione mensile della nostra newsletter: conterrà la sintesi di quello che è uscito su Stanca e consigli di libri, film e articoli che ci sono piaciuti. Infine, abbiamo aperto un canale Telegram che vi permetterà di rimanere aggiornati sulle nuove uscite della rivista, sugli eventi o discutere liberamente nello spazio dedicato alla community. Per noi è un modo per confrontarci con chi ne ha voglia, speriamo di creare un bel dibattito attorno ai nostri pezzi. 

Crediamo che la massima trasparenza in materia economica sia non soltanto fondamentale per un progetto come il nostro, ma anche necessaria. è un impegno che ci prendiamo per far cadere un velo di ipocrisia e di riluttanza nel parlare di questioni economiche che riguarda l’intero settore editoriale. Parlare di soldi e confrontarsi apertamente sulle questioni economiche che riguardano l’editoria è forse il primo passo per trovare soluzioni utili a restituire dignità al lavoro editoriale. Il nostro obiettivo economico per quest’anno è trovare un finanziamento che stabilizzi il nostro progetto. Negli ultimi due anni Stanca è sopravvissuta grazie al volontariato nostro, dei contributi esterni e grazie all’autofinanziamento derivante dalla vendita delle riviste cartacee. Sappiamo bene che questo sistema non terrà in piedi la rivista a lungo. L’anno scorso, come chi ci legge da tempo saprà, abbiamo lanciato un crowdfunding in cui chiedevamo aiuto ai lettori. La cifra raccolta (821€ netti) ci ha permesso di fare alcuni passi burocratici essenziali per la fondazione dell’ETS e per avviare le stampe dei nostri primi due numeri. Allo stesso tempo, questa cifra non ci ha permesso di fare molto altro. Le dimensioni attuali del nostro progetto e l’assenza di soldi da investire di tasca nostra, infine, non ci permettono di far crescere Stanca oltre la soglia di sopravvivenza economica minima sulla quale attualmente il progetto si regge. Lo scopo dell’ETS è quello di vincere bandi, ma ci siamo scontrati con la difficoltà per un ente appena nato di scrivere progetti efficaci e con la mancanza al nostro interno di figure professionali che sappiano svolgere questo compito; figure che, d’altronde, al momento non possiamo pagare stabilmente. Per questo motivo lavoreremo per rendere Stanca un progetto dalle dimensioni economiche più grandi e più dignitose per chi lo fa vivere – se avete dei soldi  e li volete investire, o degli spazi da mettere a disposizione, vi invitiamo senza ipocrisie a farvi avanti.