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Il materno, tabù contemporaneo
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Durante la seconda metà del Novecento, in Occidente, la narrazione della maternità ha subito una trasformazione profonda: da destino naturale e funzione stabilizzante dell’ordine sociale, il materno è divenuto oggetto di una molteplicità di discorsi, spesso tra loro dissonanti. Alla critica della maternità come istituzione oppressiva elaborata da pensatrici del femminismo della seconda ondata, si…
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Per una storia delle riviste culturali – Machina (2020)
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Nell’importante articolo del 2011 Verifica dei poteri 2.0, pubblicato sulla rivista Allegoria e oggi consultabile online, Francesco Guglieri evidenziava come la nascita dei primi progetti culturali online avesse segnato una frattura tra l’accademia, fino a quel momento detentrice quasi unica dei principali spazi di elaborazione del sapere critico, e un fuori magmatico e caotico di…
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Tutte le forme del vuoto – recensione di Notturno elettronico
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Notturno elettronico (Terrarossa Edizioni, 2026) è il romanzo d’esordio di Hugo Bertello, un moderno manuale del vuoto. Un testo che si presenta come narrazione, ma agisce come dispositivo critico, un organismo che elabora il proprio pensiero mentre ne registra il progressivo collasso. Il lettore è perciò stimolato a intercettare i punti in cui idea e…
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Stanca di rispettare il limite di battute
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Non è un problema di per sé saper scrivere in modo sintetico, preciso e puntuale qualcosa che richiederebbe più spazio: è un’arte che proprio non voglio maneggiare. Comunque, la ritengo molto utile: ti aiuta a decidere cosa è davvero giusto tenere e cosa no, a eliminare le parti idilliache che pensi potrebbero far la differenza…
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Cocleorama #3
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Cocleorama è la rubrica mensile in cui vi raccontiamo dei nostri ascolti preferiti. Una rassegna rapsodica di dischi che potete leggere, ascoltare ed eventualmente amare.
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Diradare è restituire la verità – recensione di La radura di Alessandra Castellazzi
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Radura è quella “zona dove gli elementi che formano un insieme compatto si fanno radi o più radi”. Si dice che una radura può trovarsi in un tessuto, un panno, nei capelli, nella barba o nel pelo. In un certo senso potremmo dire che, rispetto a uno scenario omogeneo in cui non si distinguono le…
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legno
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Nella casa in cui sono nata mi sembrava di sentire urlare anche i mobili. La rabbia faceva parte dell’arredamento. Con le dita lisciavo il legno, che cospargeva quella casa, provando a rilevarne le misure e afferrarne le dimensioni. Approfondivo lo scavo affondando i polpastrelli nelle vene del marrone, senza la certezza di rinvenire parole adeguate.…
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Deprogrammare l’eversione. Riflessioni da K-Hole. Come la Ketamina ha inventato il futuro di Carlo Mazza Galanti
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Dopotutto il senso delle cose riposa sempre nelle parole che di quelle stesse cose sono, paradossalmente, le assassine. Il linguaggio è una mattanza e per questo Rainer Maria Rilke era terrorizzato dalla “parola degli uomini”, capace di toccare le cose solo per renderle “rigide e mute”, strozzandone il canto vitale. È esattamente questo che accade…
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La parola incarnata – “L’incanto del sensibile” di David Abram
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Uno studente universitario molto abile nei giochi di illusionismo si laurea a pieni voti alla Wesleyan University nel New England. Prima di proseguire nella sua carriera il ragazzo decide di prendersi un anno sabbatico per andare a studiare le pratiche magiche delle popolazioni del sud-est asiatico. Grazie alle sue abilità di manipolazione del senso di…
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Non scrivere di me. Un memoir per l’elaborazione del trauma
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Nell’immaginario collettivo un abuso sessuale si consuma in un vicoletto buio a tarda notte, è opera di uno sconosciuto e finisce con la vergogna e il risentimento della vittima. Nel suo ultimo romanzo, Veronica Raimo esce da questo schema per indagare una violenza che avviene all’interno di una coppia, uno spazio in cui la comunicazione…
